Urlich il cavaliere

 
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Newsletter 20 Febbraio 2018  
 
 
 

Ciao Visitatore,

 Per iniziare il nuovo anno voglio raccontarti una storia che viene da molto lontano ma inizia ai giorni nostri, con un ginocchio che non funziona bene, tanto da dover essere operato.

Giulia è una bella signora di 52 anni, bionda e con gli occhi azzurri. Si appoggia ad una stampella perchè il suo ginocchio sinistro ormai non la sorregge più e deve essere operato. Mi racconta che già a 13 anni quel ginocchio, a causa di un tumore benigno, ha subìto un intervento. Giulia è molto interessata alle tematiche dell'ipnosi regressiva , segue e pratica la medicina integrata e pensa che il suo ginocchio forse sia carico di antiche memorie che le vogliono dire qualcosa.

Per fortuna (sopratutto mia), entra in trance molto velocemente. Già mentre discende le scale che la condurranno in contatto con una dimensione più profonda, si vede nei panni di un cavaliere con l'armatura. E' nobile, vede il suo palazzo, lo stemma araldico con un drago, la moglie amata ed un villaggio. Deve lasciare tutto questo e combattere contro un esercito di invasori, dei barbari rozzi e male armati. Siamo nell'Europa del nord, forse la Francia o la Germania. Nella scena successiva Urlich, questo è il suo nome, è a terra, con il ginocchio trafitto da una lancia. Inizio un dialogo con il Sè Superiore del cavaliere. Cosa lega Urlich a Giulia? - Il non voler dipendere dagli altri - mi risponde in trance. - Sono sempre io che aiuto gli altri - poi però si rende conto che non è proprio così....Le chiedo di immaginare un lungo filo rosso che parte da questa emozione e che la conduca indietro, sempre più indietro li dove tutto è iniziato. Giulia rivede se stessa tanti anni prima, con il suo precedente compagno. Si era rotta una gamba (evidentemente le gambe sono per Giulia un "organo bersaglio"),  ed era immobilizzata con il gesso. Aveva bisogno di continua assistenza e il suo partner non lo sopportava, facendole pesare la sua condizione. La faceva sentire inopportuna, un peso inutile. Giulia rivive le dolorose emozioni di quel periodo.

Il filo rosso poi la conduce alle scuole medie. La sua migliore amica non la vuole più. Dopo aver passato insieme alcuni anni come sorelle, adesso si è legata ad una nuova compagnetta, sostituendola completamente. Questo fa sentire Giulia indesiderata, non più adeguata alle richieste della sua amica. Ne soffre talmente tanto che di lì a poco sviluppa il tumore benigno al ginocchio. L'emozione predominante è "non valgo abbastanza per".

Lasciamo le scuole medie, Giulia continua a retrocedere lungo la time line e ritrova suo padre, deluso perchè è nata lei e non il maschio tanto atteso. Sperimenta di nuovo la sensazione di non essere abbastanza. Da bambina aveva sentito tutto questo, tanto che fin da piccola si era impegnata per conquistare l'affetto del padre.

Continuiamo ad andare indietro. Adesso Giulia si trova durante la sua "sessione di programmazione prenatale". Deve decidere la sua vita come Giulia. Nel suo progetto di vita c'è un aborto spontaneo al terzo mese di gestazione. E' a colloquio con l'anima di suo figlio. Lui le sta dicendo che non sarà una madre adatta a lui (nel suo progetto animico ha bisogno di un altro tipo di madre), ma che accetta volentieri per amore suo di affacciarsi per pochi mesi nella dimensione terrena, per darle  l'opportunità di sperimentare anche questo. Giulia allora si ricorda che subito dopo l'aborto spontaneo si era sentita inadeguata e aveva pensato che quel bambino forse sapeva che lei non sarebbe stata adatta a lui!

Inesoralbilmente il filo rosso la porta ancora più indietro. E' una vita molto antica quella che adesso Giulia sta evocando. E' uno sciamano saggio e amato. Tutto il popolo lo segue e lo onora. Ha un figlio e un nipote. Quel figlio è il padre di Giulia oggi. Spesso noi conduciamo le nostre vite con le stesse anime, cambiando i ruoli. Ha un nipote, il figlio di suo figlio, che è ammalato e che, nonostante i suoi sforzi, non riesce a salvare. Vede l'immensa delusione negli occhi di suo figlio, che si unisce allo straziante dolore per la perdita. Si sente colpevole. Il suo sapere non è bastato a salvarlo, forse poteva fare di più, poteva fare meglio. Il Sè Superiore di Giulia le fa capire finalmente da dove origina quel suo continuo studiare, la laurea, i master, i corsi, i seminari che oggi continua a fare senza sosta. La delusione cocente negli occhi di suo figlio di quel tempo antico, la delusione negli occhi del padre di oggi per non essere nata maschio. E lungo questo continuum infinito, i suoi sforzi per essere amata, per non essere di peso, per fare sempre di più, per sapere sempre di più, così da non deludere.

Questa è la storia che ci ha raccontato il ginocchio di Giulia. Tutti i sintomi, le malattie, gli incidenti che ci capitano "per caso" o per "sfortunata coincidenza", hanno qualcosa da dirci e da insegnarci.

L'Ipnosi regressiva può essere un validio ausilio per comprendere le tante dinamiche sottese alla malattia.

DA SAPERE

Se la storia di Giulia ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, ti consiglio la lettura del libro che ho scritto proprio sulla programmazione prenatale: Roberta Sava - Anime gemelle o Anime compagne?- Spazio Interiore

Inoltre puoi leggere: Ornella Costanzo - Qualcosa mi sfugge di te - Armando Editore, di cui ho scritto la prefazione. Presenterò questo libro insieme all'autrice, il 27 Gennaio presso la libreria Becarelli di Siena. Durante la presentazione condurrò una piccola dimostrazione di Ipnosi Regressiva di gruppo. Ingresso libero.

 

 

 
 
 
ROBERTA SAVA
psicoterapia, ipnosi regressiva, teriapia individuale, terapia di gruppo,
gruppi di parola sulla violenza alle donne, sindrome narcisistica,
supervisione, seminari esperenziali.

Studio: Roma, Via Apuania, 3 - piano 2 int. 4
sito: www.robertasava.it  |  e-mail: scrivimi@robertasava.it 
mobile: +39 338 6543166 | skype: dottssa.robertasava

 
 
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