... L'io non è un soggetto reale, è soltanto un altro oggetto. In altre parole puoi essere consapevole del tuo io, puoi vederlo........Perciò l'io non è colui che vede, nè colui che conosce, nè il Testimone; l'io è soltanto un ammasso di oggetti mentali, di idee mentali, di simboli, immagini, concetti, con i quali ci siamo identificati. Osservando l'io, osservando tutti gli aspetti del corpo e della mente, mi disidentifico da questi oggetti e mi identifico col vero Sè, il Testimone, e il Testimone è lo Spirito.

Per comprendere questo passaggio, pensiamo agli oggetti sopra la mia scrivania: io posso vedere il porta penne ed il pc. Essi sono oggetti sopra la mia scrivania. Se li posso vedere è chiaro che sono altro rispetto a me. Io sono colui che guarda questi oggetti. Io non sono il pc o il porta penne. Allo stesso modo io posso vedere il contenuto del mio io: le emozioni, le pulsioni, i pensieri. Quindi se li posso vedere, essi sono solo oggetti. Io non sono i miei pensieri, le mie emozioni o i miei bisogni. Io sono un puro centro di consapevolezza, in grado di percepire idee, bisogni, emozioni e pensieri: il Testimone appunto.

L'Anima è una sorta di dimora a mezza strada fra la mente egoica personale e lo Spirito Transpersonale. L'Anima è il Testimone che emerge in te... l'Anima è la dimora del Testimone.

Una volta raggiunto saldamente il livello dell'Anima, ti sei consolidato come Testimone, come reale Sè.

Quando ti spingi oltre il livello dell'Anima, il Testimone stesso sprofonda in tutto ciò che è osservato, diventi una cosa sola con tutto ciò di cui sei consapevole. Non osservi le nubi, sei le nubi. Questo è lo Spirito.

L'Anima o Testimone in te è il punto più elevato verso lo Spirito, ma è anche l'ultima barriera che ti separa dallo Spirito. L'Anima è la contrazione ultima della consapevolezza, il nodo più subdolo che limita lo Spirito Universale. La forma ultima e più sottile del senso del Sè separato; perciò questo ultimo nodo deve essere sciolto. L'Anima deve essere sacrificata, lasciata andare o uccisa, affinchè la tua identità con lo Spirito possa emergere. Soltanto dalla posizione del Testimone puoi saltare nello Spirito, perciò il Testimone stesso alla fine deve dissolversi e morire.

Prima moriamo rispetto al sè materiale, cioè ci disidentifichiamo da esso; poi moriamo rispetto all'identità esclusiva con il sè corporeo; poi con il sè mentale e infine con l'Anima. L'ultima è quella che nello Zen è detta la grande morte. Ciascuna morte ad un livello inferiore, è una rinascita ad un livello superiore, fino all'ultima rinascita: l'illuminazione.

Come puoi notare Wilber delinea i passaggi che necessitano per raggiungere la consapevolezza ultima, cioè quella di essere puro Spirito. Le strade per arrivarci sono sostanzialmente due: la via occidentale, quella percorsa dai mistici e dai santi, che passa attraverso l'annullamento dell'io nella contemplazione di Dio; e la via orientale, che utilizza invece la meditazione e il distacco dal mondo dell'illusorietà.

Entrambe le vie sono praticabili, ma impegnative. Che ne dici se iniziamo almeno a non identificarci più coi nostri pensieri e bisogni? Raggiungere il livello del Testimone è già di per se un ottimo traguardo!

 

Tratto da "Grazia e grinta" ed. Cittadella di Ken Wilber (pag.125)

 

 

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